Agguato al bar, il titolare: “Così ho salvato mia moglie, ferito per errore mio zio. Qui comanda la camorra”

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Cinque feriti, due sono innocenti: “Tanta solidarietà da amici”

Giovanni Pisano — 25 Novembre 2021

Agguato al bar, il titolare: “Così ho salvato mia moglie, ferito per errore mio zio. Qui comanda la camorra”

Quando ho sentito gli spari ho afferrato mia moglie che era con me dietro al bancone e l’ho tirata giù“. E’ la testimonianza di Armando, titolare del Roxy Bar di Arzano, comune a nord di Napoli, dove mercoledì sera (24 novembre) due sicari hanno sparato all’impazzata ferendo cinque persone, due delle quali estranee a dinamiche legate alla criminalità organizzata. Poteva essere una strage. Al momento sono due i feriti ricoverati in pericolo di vita, entrambi, stando a quanto confermato dalle forze dell’ordine, legati al clan della 167, la zona delle case popolari. Altri due invece hanno rischiato di morire solo perché poco prima delle 8 di sera si trovavano in un bar a consumare o comprare qualcosa.

E’ raccapricciante il racconto del titolare dell’attività commerciale (che ha rilevato sette anni fa) sugli attimi di terrore vissuti quando i killer sono entrati e hanno iniziato a sparare. Armando, in lacrime, ha spiegato all’agenzia Ansa quegli interminabili secondi. Uno dei due feriti per errore, Mario Abate, 61enne incensurato (raggiunto da una pallottola al piede), “era mio zio stava prendendo un caffè mentre parlava con mia moglie“. Altro ferito per errore è Roberto Lastra, 36enne incensurato ricoverato all’ospedale di Frattaminore in condizioni non gravi. I carabinieri stanno facendo degli accertamenti ma anche la posizione di quest’ultimo è lontana dagli ambienti della malavita.

Armando e la moglie, che hanno tre figli, sono rimasti sotto al bancone “per alcuni interminabili momenti fin quando abbiamo capito che i sicari se n’erano andati. Sul pavimento c’era tanto sangue e i feriti che si lamentavano. Sono scene che non dimenticherò mai. Mia figlia di 23 anni mi ha detto ‘Papà andiamocene da qua e trasferiamoci a Londra’. Certe volte ci penso a mollare tutto, e non perché qui succedano spesso queste cose; anzi va detto che episodi del genere non ne sono mai accaduti da quando ho rilevato il bar sette anni fa, eppure la presenza di certi criminali si sente e si vede. Purtroppo comandano loro e dallo Stato ci sentiamo abbandonati“. Tanta solidarietà e vicinanza per la famiglia di Armando che racconta: “Non posso mollare, anche perché qui c’è tutta la mia vita. E poi ieri sera tutti i miei amici e le persone che mi conoscevano sono venuti al bar a darmi forza”.

Intanto le indagini proseguono mentre restano gravi le condizioni di Salvatore Petrillo, pregiudicato di 29 anni e sorvegliato speciale, uno degli obiettivi dei sicari, ricoverato in prognosi riservata e in pericolo di vita all’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, e di Vincenzo Pio Merolla, 18enne incensurato residente a Castel Volturno (Caserta), ricoverato in pericolo di vita all’ospedale di Giugliano. Quest’ultimo secondo gli investigatori sarebbe legato alle piazze di spaccio presenti nella 167 di Arzano e gestite dal clan di cui farebbe parte Petrillo, cugino di Pasquale Cristiano, alias Picstick, (arrestato lo scorso giugno dopo la sfilata in Ferrari per le vie di Arzano mentre era ai domiciliari) e nipote del boss Pietro Cristiano. L’altro ferito ritenuto contiguo alla malavita è Luigi Casola, 39enne pregiudicato, ricoverato all’ospedale di Acerra in condizioni non gravi.

Per la sindaca Cinzia Aruta la “camorra alza il tiro. Tra le vittime anche semplici passanti”. Poi il paragone, scontato, con la serie Gomorra, come se in passato eventi del genere non fossero mai avvenuti: “Un agguato, in puro stile “Gomorra” che ha coinvolto anche inconsapevoli avventori; esprimiamo innanzitutto la nostra vicinanza alle vittime innocenti. Intanto ci siamo attivati sin da subito per un incontro con la Tenenza dei Carabinieri di Arzano, la Polizia Municipale, il Commissariato di Frattamaggiore e la Guardia di finanza di Napoli, propedeutico alla richiesta al Prefetto di Napoli della convocazione urgente di un tavolo sull’ Ordine Pubblico e Sicurezza. Abbiamo, inoltre, nei giorni scorsi avviato le procedure per velocizzare l’iter mirato all’attingimento di fondi per l’installazione della videosorveglianza”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.

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