“Giornata contro la violenza sulle donne”, i dati del centro anti-violenza “Medusa”

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“Giornata contro la violenza sulle donne”, i dati del centro anti-violenza “Medusa”

“Giornata contro la violenza sulle donne”, i dati del centro anti-violenza “Medusa”

Oltre 150 colloqui svolti, 430 chiamate, 21 percorsi attivi con donne in carico. Sono i numeri del Centro antiviolenza “Medusa”, inaugurato nel novembre del 2020 in Via Luca Signorelli 12, nel centro storico tifernate. I dati sono emersi a lato di un convegno organizzato il 25 novembre, durante la “Giornata contro la violenza sulle donne”. Panchine e edifici simbolo della città come la Pinacoteca e la Torre civica tinti di “rosso”, passi di danza nel centro storico, cenni di storia al femminile, incontri istituzionali.

A Città di Castello il primo monitoraggio delle azioni di contrasto alla violenza sulle donne. I dati nazionali con 89 reati ogni giorno è un femminicidio ogni tre giorni fotografano una situazione preoccupante che chiama tutti in causa ad andare oltre la ricorrenza, oltre la retorica. “Per questo è necessario un impegno costante che già può contare sul grandissimo lavoro che viene svolto dal comune di città di castello con i servizi sociali attraverso il nostro centro, assieme all’associazione “liberamente donna”, alle forze dell’ordine, all’autorità sanitaria”, hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alle pari opportunità, Letizia Guerri, questo pomeriggio nel corso dell’incontro, “Crepacuore: in rete contro la violenza. Facciamo il punto”, che per la prima volta in Umbria ha dato luogo ad una giornata di monitoraggio delle azioni di contrasto alla violenza sulle donne, evento promosso dal Comune di Città di Castello.

Nella sala del consiglio comunale allo stesso tavolo per un importante momento di confronto hanno partecipato i rappresentati dei firmatari del protocollo che ha istituito il Centro Anti Violenza (comune di Città di Castello, Associazione Liberamente Donna, Polizia di Stato, Carabinieri, Centro Pari Opportunità Regione Umbria, Usl Umbria 1 (con referenti di consultori, pronto soccorso, promozione della salute) Direttore Distretto Alto Tevere, Vice Presidente del Consiglio Regionale, tutti i dirigenti scolastici degli Istituiti d’Istruzione secondaria di Primo e Secondo Grado del Comune di Città di Castello, Farmacie Tifernati, avvocati specializzati sulla violenza di genere e rappresentanti dei lavoratori. “Il comune ogni giorno sarà in prima linea per combattere questo fenomeno. Non ci fermeremo. E’ fondamentale il confronto con i rappresentanti delle Istituzioni regionali, con il mondo sanitario, gli istituti scolastici e i rappresentanti dei lavoratori. La violenza sulle donne è un fenomeno che riguarda tutti e tutte che si può combattere solamente insieme e ogni giorno sostenendo e implementando la rete Antiviolenza esistente.

Oggi il Comune di città di castello lancia un messaggio forte e chiaro: ci saremo da oggi ogni 25 novembre per monitorare la situazione ma ci saremo tutti i giorni e sul tema della violenza sulle donne non indietreggeremo di 1 centimetro.”, hanno concluso Secondi e Guerri. La lunga giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne si è aperta davanti all’ospedale di Città di Castello con una toccante e partecipata iniziativa, la donazione del Cral del nosocomio consistente in una panchina rossa simbolo della violenza contro le donne alla presenza del sindaco, Luca Secondi, Patrizia Selleri, presidente del Cral, Silvio Pasqui, direttore medico del presidio ospedaliero Alto Tevere, Donatello Torrioli, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia di Città di Castello, Mario Gildoni, direttore del pronto soccorso di Città di Castello, e le coordinatrici di servizio Anna Maria Cerboni (pronto soccorso) ed Alessandra Pucciarini (ginecologia). Nella stessa mattina all’ingresso del reparto di senologia dell’ospedale tifernate è stata creata un’installazione composta da scarpette rosse. Panchine “rosse” ed altre istallazioni e progetti di varia natura sempre a tema hanno coinvolto le scuole cittadine. Nel pomeriggio in centro storico si è svolta poi una inedita performance artistico-culturale denominata “Corde tese”, promossa da “Castello Danza” e accompagnata dalla chitarra del maestro Antony Guerrini: ha dato il via, attraverso un atto simbolico, ad una serie di gesti espositivi dalle finestre di tutti gli edifici principali della città, uniformati ai drappi rossi, corde tese, delle ballerine allieve delle scuole del Consorzio. “Sapere che dall’altro capo della corda c’è chi può aiutare, ascoltare, accogliere, è già un atto di consapevolezza, il primo passo verso il cambiamento, verso la relazione umana che sola può sottrarre al peso della violenza.”

Questo il senso del messaggio espresso dall’iniziativa di Castello Danza, affiancata all’immagine iconica del quadro dell’ artista tifernate, Giovanna Rossi utilizzato come simbolo dell’iniziativa. Si è unito il mondo del commercio cittadino, esponendo nastri/corde rosse nei vari esercizi a ricordare il messaggio corale di una città unita nell’intenzione. La giornata si è conclusa con altri “effetti speciali” e performance artistico-culturale di grande efficacia per trasmettere il messaggio a tutta la città. Nel tardo pomeriggio presso la Pinacoteca Comunale, Poliedro Cultura in collaborazione con il Comune di Città di Castello hanno organizzato l’evento, “Donne di altri tempi”, per conoscere donne che hanno segnato la storia del passato tra arte e poesia. Per l’intera giornata i commercianti hanno esposto un drappo rosso: per l’intera settimana la torre civica in piazza Gabriotti, simbolo della città, sarà illuminata di rosso.

“Oggi vogliamo arrivare al cuore di ogni cittadino, sensibilizzandolo con semplici gesta simboliche colorando la nostra città e le nostre vetrine di rosso, facendoci cullare da musica e danza, da pittura e immagini che rappresentano la donna in tutta la sua bellezza e dignità, augurandoci che ognuno di noi possa lottare contro tale violenza non soltanto il 25 novembre di ogni anno ma tutti i giorni ininterrottamente”, ha precisato l’assessore alla cultura, Michela Botteghi.

“Purtroppo non ho potuto essere presente a questa prima importante giornata perché all’estero per motivi istituzionali, ma ho seguito con attenzione quanto v relazionato da tutti gli operatori dei vari settori che lavorano ogni giorno su questo fronte. Oggi è un punto di ripartenza per poter svolgere, già da domani, un monitoraggio costante contro la violenza di gente, mettendo in campo una politica in grado di ascoltare le esigenze e di rispondere con azioni concrete”, ha concluso l’assessore alle politiche sociali, Benedetta Calagreti.