Grillo sull’orlo di una crisi di nervi, non solo per Conte: domani si decide sul processo al figlio Ciro

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giovedì 25 Novembre 11:09 – di Chiara Volpi

Grillo

Il “Grillo” Beppe salta da un guaio giudiziario all’altro, e ha davvero poco da cantare. Domani il Gup di Tempio Pausania stabilirà se i quattro ragazzi genovesi, tra cui Grillo Jr, dovranno affrontare il processo. E il peso della vicenda si fa sentire sulle spalle del garante del M5S. Che scarica tensione e rabbia sul giurato ami-nemico del momento: Giuseppe Conte. La guerra a distanza tra i due furoreggia. E intanto c’è da pensare alla battaglia giudiziaria che coinvolge il figlio Ciro, che tra 24 ore sancirà già un primo verdetto. I nervi, in casa Grillo e nella dependance movimentista sono tesi: il generalissimo sembra proprio accusare la botta…

Caso Ciro Grillo, domani si decide sul processo

L’udienza preliminare (datata 5 novembre scorso ndr) del caso che coinvolge Ciro Grillo davanti al gup del Tribunale di Tempio PausaniaCaterina Interlandi, è stata un’udienza lampo. Sia il Procuratore Gregorio Capasso che le parti civili e alcune difese hanno chiesto la trascrizione di alcune intercettazioni che ancora non erano stato trascritte negli atti a disposizione delle parti. E a quel punto la gup ha deciso di dare ulteriori giorni per potere trascrivere le intercettazioni sia ambientali che telefoniche. La difesa degli imputati ha chiesto di volere attendere le trascrizioni per poter proseguire. E quindi l’udienza preliminare, fissata in calendario per questa mattina, è stata rinviata a domani (venerdì 26 novembre ndr).

Caso Ciro Grillo, la denuncia e gli atti depositati

Agli atti, da qualche settimana, c’è anche una consulenza medico legale da cui emerge il sospetto che la studentessa italo-norvegese, che ha denunciato i presunti abusi che avrebbe subito da parte di Ciro e dei suoi tre amici – Edoardo CapittaFrancesco Corsiglia e Vittorio Lauria – sarebbe stata costretta ad assumere Ghb: la cosiddetta droga dello stupro. Un’ipotesi avanzata dal consulente, il professor Enrico Marinelli dell’Università La Sapienza, specialista in medicina legale, depositata dall’avvocato Giulia Bongiorno che difende la 21enne.

Le accuse mosse a Ciro e ai suoi 3 amici

La quale, come noto, ha denunciato le presunte violenze che sarebbero avvenute nel residence di Beppe Grillo a Cala di Volpe, in Costa Smeralda. Quella notte, siamo tra il 16 e il 17 luglio 2019, Silvia (la denunciante) era con un’amica, che però non è una testimone oculare perché, nelle ore in cui si sarebbe consumato il presunto stupro, dormiva sul divano. Eppure anche lei, a quanto risulta dalle evidenze d’indagine, sarebbe stata a sua volta vittima di abusi perché mentre dormiva i giovani denunciati le hanno scattato delle fotografie in atteggiamenti osceni. Con parti del corpo immortalate sul suo viso.

Grillo sull’orlo di una crisi di nervi

Dunque, con il Procuratore Gregorio Capasso sull’uscio, che all’udienza preliminare ha fatto sapere di «essere pronto alla discussione, salvo ulteriori questioni». E con la zavorra dei guai che minano le traballanti fondamenta del M5S, Grillo scalda i muscoli battibeccando con Conte. Giusto ieri il Garante del dilaniato M5S ha sferrato l’ultimo colpo sotto la cintura. E assestato al neo-leader l’ultima stilettata velenosa. Stigmatizzata in quel epiteto che alle orecchie dei parlamentari pentastellati è suonato come un vero e proprio attacco al vertice. E al nuovo corso appena inaugurato.

Le grane giudiziarie che incombono sul M5S

«Conte è lo specialista del penultimatum», ha tuonato Grillo tra il sardonico e il feroce con la pesantissima battuta… Una strategia di distrazione di massa? Non è da escludere. Specie in considerazione delle rogne giudiziarie che incombono come spade di Damocle sul Movimento: dal presunto finanziamento del regime del Venezuela al M5S nel 2010 (accuse rispetto alle quali il fondatore è completamente estraneo), ma che seminano dubbi sulla fase primigenia del grillismo. Passando per la vicenda di Ciro Grillo. Fino all’attacco bilaterale tra Renzi e Conte, l’autoproclamato «gran custode» della galassia pentastellata ne ha di che essere nervoso. E sceglie l’auto-isolamento: dalla finestra del suo Aventino non può che aspettare – tra tensione e rabbia – di vedere cosa succederà.

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